Il linguaggio estetico intrapreso, unisce in un unicum la fotografia, la stampa e la pittura. Elementi funzionali alla poetica di Anna Montanaro. Essi rappresentano il ricordo nel suo essere confuso, frammentato e frammentario; la memoria, nel suo romanticismo e nella sua dolcezza, per preservarla e trasportarla nel presente. Una ricerca introspettiva di immagini del proprio inconscio che, di volta in volta, affiorano dalla tela come un ricordo intrappolato nella memoria.  

Il linguaggio estetico recentemente intrapreso, unisce in un unicum la fotografia, la stampa e la pittura. Elementi funzionali alla poetica di Anna Montanaro. Essi rappresentano il ricordo nel suo essere confuso, frammentato e frammentario; la memoria, nel suo romanticismo e nella sua dolcezza, per preservarla e trasportarla nel presente. Una ricerca introspettiva di immagini del proprio inconscio che, di volta in volta, affiorano dalla tela come un ricordo intrappolato nella memoria. Un'immagine alcune volte offuscata ed in alcuni casi nitida, nella quale: oggetti, figure e forme si mescolano sfociando in una narrazione onirica. La tecnica utilizzata è volutamente effimera e latente volta ad enfatizzare la narrazione e coinvolgere lo spettatore nella ricerca di elementi a lui affini. Graffi e continue velature si alternano creando una lavorazione a più strati sovrapposti che donano profondità alla narrazione "stratigraficando e sedimentando" l'immagine immortalandola nel tempo.
— Giorgio Gregorio Grasso - Storico e critico d'arte

Anna Montanaro riesce ad unire più tecniche, più filosofie, più linguaggi artistici, più linguaggi estetici per realizzare un'opera che non puoi definire in nessun modo se non con opera personale di Anna Montanaro. Appunti di viaggio rappresenta l'India ma la speranza è che il progetto venga allargato ad altri stati. L'opera di Anna Montanaro emoziona, ti fa vivere una realtà che non pensavi, ti fa entrare in un mondo magico che non immaginavi. La vera abilità di Anna Montanaro - che viene dalla pittura - in questo caso è nella riconoscibilità che nella fotografia è difficilissima ed è uno dei più importanti successi di un Artista. Come poi vedrete ogni opera ha un suo racconto, ogni opera ha un suo messaggio, ogni opera vuole dire qualcosa; in realtà saranno "Appunti di viaggio", ma non sono appunti di viaggio, perché Anna rappresenta l'umanità intera, la filosofia della vita, la filosofia della civiltà, quindi va molto aldilà del messaggio che vorrebbe limitare da un titolo che è riduttivo.
— Giorgio Gregorio Grasso - Storico e critico d'arte

Le opere a tecnica mista di Anna Montanaro, fondate su ricordi che si trasformano in materia emotiva e successivamente in simbolo, esplorano la scena esterna — come la danza — con la stessa intensità di una dimensione intima e interiore, quale la genitorialità.
Ne deriva un linguaggio visivo in cui il confine tra "dentro" e "fuori" si dissolve progressivamente, fino ad affermare una condizione unitaria dell'essere: "Siamo uno."

— Kornelija Koneska, critico d'arte e direttrice di Osten Biennial of Drawing e Osten Cartoon.

I numerosi simboli, accanto a immagini concrete in elaborazioni digitali, permettendo ad Anna Montanaro la costruzione di opere sviluppate su piani e livelli prospettici diversi, che possono rievocare fantasie e memorie dell'infanzia o esistenti scorci visivi. Gli osservatori sono invitati a intraprendere un "viaggio" fra reale e irreale, nell'incastro dialettico sovrapposto a bisogni quotidiani "uguali per tutti", come l'acqua. La pittrice tende, in alcune occasioni, a riempire vuoti, a riunire forme, oggetti e persone, cercando di coinvolgere il pubblico in un percorso d'introspezione e analisi. L'accostamento e alternanze - tra aspetti grafici e toni, tra luci e ombre - rendono fastose le visioni rappresentate. 

— da Nuova Arte: Rassegna di artisti e partecipanti al Premio Arte 2015-2016, Cairo Editore, p. 32.

Il Maestro Anna Montanaro nasce a Carate Brianza e già all'età di undici anni frequenta la libera Accademia Artistica F.A.L. Dopo il diploma di maturità artistica presso il Liceo Artistico Pio XI di Desio, sotto la guida di Marcello Maloberti e Giampiero Moioli, si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera di Milano in Restauro d'Arte, specializzandosi prima in Restauro di dipinti su tela e tavola del '500 e del '600 presso l'istituto PDM di Prato e, in seguito, in Restauro di affreschi stucchi superficiali con Giuseppina Suardi ed Elena Gigliarelli presso l'Accademia Dedalo di Brescia. Assiste dipoi la prof.ssa Luciana Biliotti al corso di dipinti antichi all'Accademia di Belle Arti di Brera, Tra i riconoscimenti ricordiamo il recente premio per l'Arte Grafica a OSTEN - Biennial of drawing 2022 presso Skopje (Macedonia). Visi teneri si affacciano, sono pazienti bambini; attenti e curiosi si stendono su una bruna superficie, scatto fotografico dalle cromie vintage; gli orsi giocattolo al centro, occhi sgranati e vitrei. l'opera di Anna Montanaro si presenta come rivelatrice investigazione di perduta risonanza emotiva. Apparente caleidoscopica reiterazione del medesimo fanciullo, l'anima pura dell'effigiato, crocevia di numerosi istanti di esistenza, fugge, sconsolato, lo sguardo del visitatore, tanta dolcezza e guai pupille innocenti, tanta vigoria ancora nel dilatare le mani, alibi strumenti del fare nonché del salutare. Manifestano timori, ansie giacenti nel cuore, cercano speranza, atteso amore. Nell'affaccendarsi, il loro momento dilatato ferma il repentino abbandono del batter d'ali. Pari a un tappeto di giochi, quasi una sala d'attesa ammorbidisce, attutisce i singhiozzi malinconici, i precoci malati trovano una parvenza di tranquillità e calore ridente. Gli orsacchiotti sorridono, ascoltano, parole non pronunciano ma comprensione e affetto sprigionano. Guardiani di ricordi dolci e amari, a loro, i bambini, custodi nostalgici, rivelano la propria storia muta ed essi, premurosi confidenti, sciolgono gradualmente il grumo di dolore. Realismo viene donato dalla fotografia, vernice e resina traboccano di tocco romantico: il fotomontaggio dadaista della Nostra, lungi da sperimentazioni aride di sentimentalismo, si tramuta in ancora di connessione. Patiens fonde in un'unica narrazione l'aura di tragicità dell'esistenza e fiducia nell'avvenire, mentre le trame intessono un arazzo di amorevole empatia.

-Stefania Pieralice, V Catalogo Triennale di Arti Visive a Roma "La Poetica delle differenze",   pagg. 180 - 181, 2023.

Le sue immagini pittoriche in cui gravitano sogni fin de siècle, sensibili tonalismi e mancate favole del nostro tempo, Anna Montanaro è un artista dell'oggi, dalla piega tutta figurale e reale che ingloba la sua novella narratività; e ne vive appieno la portata di segnalazioni nazionali cui è balzata per distinzione perché ne lascia convivere modernità e tradizione. 

- Carlo Franza - Critico internazionale d'arte moderna e Contemporanea

Anna Montanaro lavora sull'immagine e sui materiali che divengono struttura primaria del soggetto. Nella sua pittura graffiata, toni, colori, pennellate si sovrappongono con fare lieve, ma deciso, conferendo profondità e ricchezza di piani visivi che si svelano piano piano all'occhio dell'osservatore. La sua è un'arte raffinata, ricca di spunti concettuali, in cui la maschera, il doppio, il riflesso, la trasparenza assumono valenza ideale e mentale. 

— Guido Folco, direttore del Museo MIIT e fondatore del mensile internazionale Italia Arte. 

L'espressione artistica è il risultato di un momento nel divenire umano, che aspira a registrare quel momento e come ha influenzato l'artista e l'universo che lo contiene. Ogni opera è un pezzo del suo creatore, è un pezzo di storia, che in qualche modo cerca di ottenere cambiamenti comportamentali o semplicemente emotivi nella sua contemporaneità. Nell'opera d'arte nulla è casuale, sebbene noi pensiamo diversamente, l'artista crea con ciò che ha ed è consapevole della sua vita, del suo ambiente e dei suoi dati universali infiniti e cerca di guidare il suo fare per ottenere un'opera con contenuti, da conscio e subconscio.

Siamo effimeri ed eterni e proprio come l'opera d'arte che, sebbene duri secoli e millenni, è anche effimera. La cosa magnifica dell'opera d'arte è il suo valore emotivo, il suo valore testimoniale e fondamentalmente culturale. Conosciamo il passato dell'umanità, in larga misura, grazie alle opere d'arte.

Anna Montanaro si dedica a questo lavoro e lo fa con tutto il carico emotivo interiore che amplifica l'evoluzione di questi momenti, in cui la sostenibilità del pianeta e del suo ambiente è un imperativo. Si manifesta in esso una delle tante possibilità che dobbiamo sostenere: il colore della terra, il colore del cielo, i raggi del sole. Lo sviluppo del verde che dal basso cresce modificando le forme di vita nella giungla di cemento e ferro e riassorbendoci in qualcosa di più naturale, più comprensibile.

Le ragioni per l'arte devono essere "ascoltate": non sono capricci o giochi, sono vigili, sono speranza.

— Antonio Guzzo, critico d'arte, Argentina. ANNA MONTANARO – "Sostenibilità da terra a cielo"

La sostanza effigiata d'ogni alito di vita: ne "Ophelia" di Anna Montanaro, ogni fiato immemore s'infrange l'uno dentro l'altro, come onda viva. Ed è il nostro intimo Volto ad affiorare dalla tela, come un petalo che ritorna al cuore che l'aveva perduto. La stratificazione tecnica, narrativa, emotiva e cosciente apportata dall'Artefice: monito all'inestimabile e specchio intimo di memorie, di esse muto, palpitante riverbero, e toccante ed immacolata sorgente.

- Giada Tarantino, critico e storica dell'arte