Il linguaggio estetico recentemente intrapreso, unisce in un unicum la fotografia, la stampa e la pittura. Elementi funzionali alla poetica di Anna Montanaro. Essi rappresentano il ricordo nel suo essere confuso, frammentato e frammentario; la memoria, nel suo romanticismo e nella sua dolcezza, per preservarla e trasportarla nel presente. Una ricerca introspettiva di immagini del proprio inconscio che, di volta in volta, affiorano dalla tela come un ricordo intrappolato nella memoria. Un'immagine alcune volte offuscata ed in alcuni casi nitida, nella quale: oggetti, figure e forme si mescolano sfociando in una narrazione onirica. La tecnica utilizzata è volutamente effimera e latente volta ad enfatizzare la narrazione e coinvolgere lo spettatore nella ricerca di elementi a lui affini. Graffi e continue velature si alternano creando una lavorazione a più strati sovrapposti che donano profondità alla narrazione "stratigraficando e sedimentando" l'immagine immortalandola nel tempo.
— Giorgio Gregorio Grasso - Storico e critico d'arte

L'espressione artistica è il risultato di un momento nel divenire umano, che aspira a registrare quel momento e come ha influenzato l'artista e l'universo che lo contiene. Ogni opera è un pezzo del suo creatore, è un pezzo di storia, che in qualche modo cerca di ottenere cambiamenti comportamentali o semplicemente emotivi nella sua contemporaneità. Nell'opera d'arte nulla è casuale, sebbene noi pensiamo diversamente, l'artista crea con ciò che ha ed è consapevole della sua vita, del suo ambiente e dei suoi dati universali infiniti e cerca di guidare il suo fare per ottenere un'opera con contenuti, da conscio e subconscio.

Siamo effimeri ed eterni e proprio come l'opera d'arte che, sebbene duri secoli e millenni, è anche effimera. La cosa magnifica dell'opera d'arte è il suo valore emotivo, il suo valore testimoniale e fondamentalmente culturale. Conosciamo il passato dell'umanità, in larga misura, grazie alle opere d'arte.

Anna Montanaro si dedica a questo lavoro e lo fa con tutto il carico emotivo interiore che amplifica l'evoluzione di questi momenti, in cui la sostenibilità del pianeta e del suo ambiente è un imperativo. Si manifesta in esso una delle tante possibilità che dobbiamo sostenere: il colore della terra, il colore del cielo, i raggi del sole. Lo sviluppo del verde che dal basso cresce modificando le forme di vita nella giungla di cemento e ferro e riassorbendoci in qualcosa di più naturale, più comprensibile.

Le ragioni per l'arte devono essere "ascoltate": non sono capricci o giochi, sono vigili, sono speranza.

— Antonio Guzzo, critico d'arte, Argentina. ANNA MONTANARO – "Sostenibilità da terra a cielo"

La sostanza effigiata d'ogni alito di vita: ne "Ophelia" di Anna Montanaro, ogni fiato immemore s'infrange l'uno dentro l'altro, come onda viva. Ed è il nostro intimo Volto ad affiorare dalla tela, come un petalo che ritorna al cuore che l'aveva perduto. La stratificazione tecnica, narrativa, emotiva e cosciente apportata dall'Artefice: monito all'inestimabile e specchio intimo di memorie, di esse muto, palpitante riverbero, e toccante ed immacolata sorgente.

- Giada Tarantino, critico e storica dell'arte